Racconti e Leggende

Madì, regina del castello

Maddalena Di Carlo, conosciuta da tutti come “Madì”, è stata la castellana più celebre del maniero trecentesco dal dopoguerra ai primi anni settanta. Durante il secondo conflitto mondiale fece da staffetta partigiana e una volta finita la guerra si stabilì lassù, nella torre più alta del castello che dominava il golfo, diventando poi la vestale dell’ostello della gioventù ricavato nelle sale.

madì regina del castello

Il viso secco e incavato, gli zigomi sporgenti, le gambe esili, danzatrice, appassionata d’arte e chiromante, quella figura carismatica diventò famosa in tutto il mondo per la sua cordialità e ospitalità. Per capire il mistero di questa fama bisogna ritornare indietro, agli anni Cinquanta. Forse era stato il desiderio estremo del barone inglese Gorge Laughton, che morente aveva pregato la madre di portargli l’ultimo saluto a Madì, la castellana d’Italia. Forse era stato il fatto che Ernest Hemingway si fosse scomodato apposta per conoscerla, giungendo a Lerici con la poetessa cilena Gabriella Mistral. Forse gli auguri del maresciallo di Francia Philippe Petain. Oltre agli ospiti e agli amici illustri, i giramondo giungevano a migliaia con ogni mezzo, ma preferibilmente con l’autostop. Quando conoscevano Madì subito l’amavano e, tornati alle loro case, invogliavano amici e conoscenti a mettersi il sacco in spalla e a partire per Lerici. Sono molti anche i regali che Madì riceveva dai “suoi ragazzi” , ognuno le inviava qualche oggetto caratteristico del suo paese e con tutti questi doni eterogenei Madì, ornava le stanze dell’ostello. L’archivio di cartoline che ha ricevuto da tutto il mondo è davvero notevole e oltre ai contenuti, talvolta davvero toccanti, singolare è l’intestazione del destinatario; bastava infatti scrivere: Madì Italia!

madì regina del castello

D’estate, quando il castello era affollato di ospiti, amava improvvisare magnifiche feste sulla terrazza ed è durante una di queste feste che alcuni nomadi confezionarono una corona di cartone e di stagnola e la posero sul capo di Madì proclamandola “Regina dei vagabondi”. All’interno dell’Ostello erano ospitati asiatici, americani, africani ed europei. La giovane donna, che non aveva studiato, sapeva parlare con tutti con la voce del cuore. Adorata dai giovani, venerata dagli artisti, “viziata” dai nobili ( il duca d’Aosta le inviava lo chauffeur a Lerici, chiedendogli di fargli le carte). La sua grande umanità e generosità sono rimaste vive nel ricordo di chi è stato ospitato nell’ostello in gioventù, tanto che ad oggi molti di essi ritornano per rivivere l’atmosfera di quei tempi e non dobbiamo meravigliarci se la vivacissima Madì si dia ancora da fare a riaccendere il ricordo di se apparendo nelle sale del castello.

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Uomini famosi che soggiornarono nel castello di Lerici

dante alighieri

Enrico VII nel 1310 era signore della Repubblica di Genova e mise Guido Novello, amicissimo di Dante, a capo della Lunigiana col titolo di Vicario Imperiale.Questi tolse ai Guelfi il castello di Lerici, vi soggiornò qualche mese ospitandovi Enrico VII e forse anche Dante Alighieri che in quegli anni era in Lunigiana.

francesco I

Nel castello di Lerici furono prigionieri tre fratelli di Simon Boccanegra: Giovanni, già governatore, prima della riviera di Levante, poi di quella di Ponente e della Corsica; Bartolomeo, capitano delle milizie alleate combattenti contro i Visconti; Nicolò, Vicario dell’Oltre Giovo. Nicolò Guarco, Doge, tradito dai Fregoso, dagli Adorno ad infine dai Marchesi del Carretto fatto prigioniero, venne rinchiuso anch’esso nel castello di Lerici. In questi anni fu anche prigioniero del castello l’ex Doge Iacopo di Campofregoso, letterato e filosofo reputato, Marchese di Finale.

andrea doria

Nel 1448 il castello traboccava di prigionieri di guerra, fra i quali Giovanni e Giannone, fratelli del feudatario della Repubblica, Galeotto del Carretto, Marchese di Finale.Francesco I Re di Francia, fatto prigioniero durante il conflitto franco-spagnolo, venne trasportato a Genova, imbarcato per Napoli in Spagna. Nella traversata, il mare tempestoso obbligò a prendere ancoraggio nel Golfo di Rapallo e Francesco I venne ricoverato per alcuni giorni nel Convento della Cervara. Ripreso il viaggio, la nuova burrasca obbligò a ripararsi nel Golfo della Spezia, propriamente a Lerici, dove Francesco I venne rinchiuso nel castello per diversi giorni.Andrea Doria si rifugiò in questo stesso castello, fortificandolo contro le mire del Re di Francia.

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Curiosità e leggende

scalinata castello
  • Molte persone, arrivando al castello con il fiato un po' "corto" si chiedono quanti siano gli scalini che hanno dovuto fare per salire. Bene: n° 168 da Calata Mazzini alla biglietteria dell'ingresso del Castello.
  • In molti si chiedono quanto sia alta la torre, viste le notevoli dimensioni. Sono state effettuate delle misure con altimetri da polso e hanno indicato un'altezza intorno ai 75 metri sul livello del mare.
  • Durante i lavori di restauro e successivamente di ripulitura delle murature sono emersi dei residui di proiettili grezzi di qualche antica arma da fuoco conficcati nelle pietre.
  • Tutti gli abitanti del luogo hanno sentito parlare, almeno una volta, dell’esistenza di una via di fuga sotterranea che dal Castello conduceva sino a Piazza Garibaldi e più precisamente alla Chiesa di San Rocco.
  • In parecchie sale del castello sono presenti cisterne e sotto la Cappella di Santa Anastasia si trova un vano (oggetto di una breve indagine archeologica) al quale si accede tramite una piccola botola ben visibile all'interno.
  • Entrando nel Castello, troviamo sulla destra alcune pietre molto grandi di di forma arrotondata. Si tratta di proiettili di catapulta.
  • Come ogni Castello, anche quello di Lerici ospita il suo buon fantasma. Si tratta di Maddalena di Carlo, detta Madì, gestore dell'Ostello della Gioventù dal 1949 fino alla metà degli anni '70, che mai si è allontanata e mai si allontanerà dalla sua amata residenza.
  • Trattandosi di una fortezza, presidio militare, alcuni vani del primo piano erano adibiti a celle. Le prigioni del Castello di Lerici sono divenute famose per aver "ospitato" detenuti molto importanti.
  • Prima dell'attuale restauro e installazione del Museo Geopaleontologico, il Castello era comunque visitabile e ha ospitato molte esposizioni di livello internazionale come quelle di Ligabue, Guttuso, De Chirico, Wahrol che hanno avuto un grande successo di pubblico.
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La rete Pangea

Pangea nasce dall’intuizione dei responsabili di alcuni Musei, Museo di Storia Naturale e del Territorio dell’Università di Pisa, Museo Geopaleontologico del Castello di Lerici (SP), Museo Civico di Rovereto (TN) che, dal 2001, avevano avviato una collaborazione ...

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